mercoledì 14 novembre 2012

Il 900: la svolta delle donne


Nel  periodo compreso tra la fine del 1800 e gli inizi del ‘900 il ruolo, la condizione e la figura della donna hanno subito un radicale cambiamento. Stanca di subire, stanca di vivere al di sotto dell’uomo, del marito, stanca di essere considerata inferiore, stanca di non avere diritti sociali e  politici pari a quello del “sesso forte” , la donna  ha cercato di liberarsi gradualmente ma in modo determinato della sua subordinazione, ha cercato un’emancipazione sessuale e un’indipendenza sociale.
 La lotta delle donne non è stata una lotta facile, non è stata una lotta breve, né tantomeno inutile. Ha cambiato la condizione della donna, ma anche quella dell’uomo che ha dovuto fronteggiarsi con la sua stessa convinzione di superiorità, con il suo “ego” , ha dovuto cambiare una mentalità secolare di fronte a rivendicazioni, che a noi paiono ovvie, ma inaudite per una società patriarcale e maschilista.
L’entrata delle donne nella vita politica nel nostro Paese è dunque relativamente recente, Ciò non vuol dire che le donne non abbiano mai avuto interesse nelle istituzioni politiche italiane prima di allora. Fin dall'unità d'Italia, a più riprese, le donne italiane hanno cercato di acquisire i diritti politici, ma le resistenze dei poteri consolidati (maschili) ne frenavano l’avanzata.Oggi seppur non è del tutto affermata una parità dei diritti tra donna e uomo possiamo ben notare che le donne sono Protagoniste attive della vita politica,nel nostro Paese: le donne da cinquant'anni hanno portato nelle istituzioni e nella società la loro sensibilità e la loro esperienza di "imprenditrici della famiglia".Le donne sono entrate nelle organizzazioni politiche (sindacati, partiti, le commissioni del Senato e le commissioni parlamentari, il Parlamento, i gruppi parlamentari, gli enti politici regionali, provinciali e comunali), spesso si sono organizzate in gruppi esclusivamente femminili per realizzare progetti politici e sociali.L'art. 3 della Costituzione Repubblicana stabilisce che "occorre rimuovere gli ostacoli che si frappongono all'uguaglianza sostanziale fra i cittadini", ossia inserire le donne in tutte quelle attività, dalle quali sono state escluse fino a quel momento. Dunque, mentre sul piano legislativo vengono abolite le disparità.(disuguaglianze sociali, civili, giuridiche e politiche tra uomini e donne) nella vita reale purtroppo non è così.

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